Utopie, sarte e case editrici

Qualche anno fa a Trieste ho incontrato Silvia Salvagnini in un caldissimo pomeriggio d’estate. Eravamo in macchina io e altri che aspettavamo si cambiasse per andare a Monfalcone ad Absolute Poetry. Mi ha fatto subito arrabbiare ancora prima di conoscerla perché ci stava mettendo troppo, ma quando è salita in auto mi ha letteralmente travolto. Non ricordo quasi niente di cosa mi disse, se non che risi tantissimo e la perdonai dentro di me per il ritardo e la conseguente sudata.

Silvia Salvagnini, L'orlo del vestito, Sartoria Utopia 2016
Silvia Salvagnini, L’orlo del vestito, Sartoria Utopia 2016

La sera c’era il Big Boat Poetry Slam e io, che ero già disincantata e abituata alle paturnie dei poeti, rimasi rapita dalla sua lettura.

Poi ci perdemmo quasi completamente di vista, fino a quando, ironia della sorte, non venni a Milano e lei mi travolse con i suoi libri.

Qui a Milano ho conosciuto Francesca Genti e Manuela Dago, che hanno un progetto stupendo che si chiama Sartoria Utopia e oggi sono tanto, tanto contenta che queste poete “dalla parte delle bambine” si siano incontrate e abbiano dato vita al progetto degli Utopini, i cui primi due titoli sono questi qui.

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Pino D’Alfonso. Foresta tacita

IMG_3616È uscito per La Biblioteca dei Libri Perduti, casa editrice da me cofondata, il libro Foresta tacita di Pino D’Alfonso, artista e poeta scomparso nel 2013.

Il libro raccoglie una serie di poesie scritte a partire dagli anni Ottanta e rimaneggiate fino alla fine della vita del suo autore. In appendice al volume, una serie di riproduzioni delle opere splendide create dall’autore, installazioni poetiche create con legno, ferro, materiali di recupero.

La poesia è disposta in modo futuristico, “a scale”, in cui spazi bianchi e grafica contribuiscono a una lettura ben precisa, a pause volute, e accompagnano il lettore alla scoperta delle immagini luminose e precise dell’immaginario del poeta: luci e colori del sud Italia, del Portogallo, sensazioni, luoghi dell’anima e passioni, ricordi e immagini. Un vero e proprio universo a sé stante, una foresta in cui entrare silenziosamente, seguendo il ritmo delle parole sopite dietro queste immagini e i temi della poesia.

Un esempio delle poesie è riportato di seguito.

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Per me una vera e propria prova d’editore, in cui ho curato sia la parte grafica secondo la volontà dell’autore, cercando di capire le scelte già fatte e quelle che avrebbe compiuto; scegliendo persone adeguate alla compilazione della prefazione e della nota critica: una è Silvia Colombo, storica dell’arte contemporanea ed esperta di poesia visiva, con cui ho cofondato la rivista di arte contemporanea Nèura Magazine; l’altro è Dome Bulfaro, poeta e artista di Monza con cui da anni collaboro per il festival PoesiaPresente, da lui ideato e condotto. Oltre a loro, i consigli di Gabriele Ferrero, con me compagno in questa avventura, di Lucia Valcepina, Alfonso Cucinelli, Giulio Gasperini, gli altri “bibliotecari perduti” che si sono uniti. E naturalmente, la disponibilità di Simona Anna Paracchini, che ha aperto l’archivio del marito e mi ha permesso di conoscere le sue opere.

Per acquisti: www.libriperduti.it/prodotto/pino-dalfonso-foresta-tacita/

La cura

Per questo anno nuovo mi auguro
corpulente e nevose solitudini
dalle quali far fioccare brillanti riflessioni,
mi auguro di prendermi cura di me, di chi mi sta intorno,
di chi credo degno di cura e anche chi non riesco a vedere,

mi auguro teste e fiumi di nuove vite
da curare ma anche da cullare,
di sorridere al nuovo che avanza
curando i ricordi senza rimpianti.

Mi auguro parole da leggere, da scrivere,
da trovare e naturalmente da curare,
come fiori dentro i vasi
da esporre alla giusta luce
e da bagnare senza affogarli,
mi auguro di riuscire a discernere
il bello e il giusto
e di spargerne nel mondo a più non posso.

Una poesia al mese. Genesi di un calendario

AA. VV., Calendario 2014, Sartoria Utopia, Milano 2013
AA. VV., Calendario 2014, Sartoria Utopia, Milano 2013

Sono di parte e non lo nascondo. Sto parlando di un calendario 2014 nel quale ho l’onore, come già per Bastarde senza gloria, di essere menzionata come impaginatrice. Anzi, se in Bastarde ero solo un’impaginatrice, qui mi hanno fregiata, addirittura, del titolo di utopic art director, in quanto impaginatrice della Sartoria Utopia.

Dalle foto non si vede, ma il calendario è stato stampato su una spettacolare carta zigrinata leggermente avoriata, spessa quanto basta per fare in modo che il calendario possa restare in piedi, 250 grammi di colori e poesia, e, naturalmente, rilegata a mano con un filo color blu cobalto. Credo sia uno dei lavori di impaginazione di cui vado più fiera. L’abbiamo concepito in più di una sera con il prezioso aiuto e i consigli di Gabriele Ferrero, scegliendo la font (per chi volesse saperlo: Kingthings Typewriter), leggendo e rileggendo le bozze, e facendoci anche aiutare. Le stupende illustrazioni di Jean Genti, surrealiste e psichedeliche, fanno da sole tutto il resto del calendario.

Tra le poesie che preferisco, c’è quella di ottobre, di Fernanda Woodman, talentuosa poetessa di cui ben poco si sa, se non che è già apparsa su Nazione Indiana lo scorso dicembre, che è nata a Ferrara proprio in ottobre e che non ha mai pubblicato libri. Questa, quindi, è la sua prima pubblicazione cartacea.

Fernanda Woodman, Ottobre, dal Calendario Sartoria Utopia 2014, Milano 2013.
Fernanda Woodman, Ottobre, dal Calendario Sartoria Utopia 2014, Milano 2013.

Leggerla è come dare fiato e ascolto a un sentimento di spleen impreciso e non previsto, in una stagione in cui si prendono treni, freddo e «tè nero da un thermos». Godetevela in questa grafica, contando i giorni d’autunno in attesa del rigido inverno — come quello che sta per arrivare.

Le altre poesie sono, in ordine di apparizione, di Guido Catalano, Francesco Targhetta, Francesca Canobbio, Roberto Canella, Chiara Giangiordano, Marco Mantello, Marco Simonelli, Giovanna Marmo, Viola AmarelliFranz Krauspenhaar, Paolo Agrati.

Per informazioni e acquisti: sartoriautopia.freshcreator.com